Cantina Bertolani Alfredo
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L'azienda

Storia

Il nome "Scandiano", sulla cui origine gli storici hanno a lungo discusso, deriva probabilmente dal nome di un possedimento di epoca romana; ma già da allora esisteva un'uva "Scantiana" e sarebbe bello pensare che tra i due nomi vi fosse un legame.

Lasciando da parte le fantasie, le prime testimonianze storiche sull'uva di Scandiano ci vengono da Bianca Capello che, nel XV secolo, andando sposa al Granduca di Toscana, ebbe occasione, transitando a Scandiano, di gustarne gli ottimi vini.
Commercialmente, invece, la tappa più importante nella storia Società Enologica Scandianesedel vino a Scandiano è stata segnata dalla "Società Enologica Scandianese" (1874 - 1918) che operava nella Rocca dei Boiardo, il monumento storico che la Cantina Bertolani riporta nel proprio marchio. 

La Società Enologica si era formata tra i più importanti proprietari terrieri del luogo ed aveva una grande importanza, non solo per la storia locale, ma anche perché rappresentava uno dei primi esempi di associazione e di scambio di conoscenze tecnologiche. La Società usava già un elegante marchio quando il vino, se messo in bottiglia, aveva al massimo una rudimentale etichetta. Essa si impegnò a partecipare a varie esposizioni, tra cui quella mondiale di Philadelphia del 1876 e quella di Parigi del 1878, in un periodo in cui i rapporti tra produzione e vendita erano di carattere locale o al massimo provinciale.

Alfredo BertolaniAlfredo Bertolani, che aveva avuto relazioni commerciali con la Società Enologica Scandianese per anni, acquisì parte delle sue attrezzature quando essa smise l'attività e, nel 1925, fondò la propria azienda, mettendo a frutto le sue profonde conoscenze sui terreni e sulle uve del territorio scandianese. Il suo motto, sempre valido, era "Semplicità, onestà e pulizia".

L'azienda sin dalla fondazione è a conduzione familiare, e ad affianVincenzo Bertolanicare Alfredo, oltre alla moglie, ci sono i due figli Vincenzo e Nemesio.
Passata quasi indenne attraverso la seconda guerra mondiale,  la Cantina Bertolani, sempre nel segno della qualità dei prodotti, si espande.
Negli anni 70 l'ingresso nell'attività di uno dei nipoti di Alfredo, Giancarlo, porta nuovi impulsi ed un significativo avanzamento delle tecnologie, con l'inserimento di vini fermentati col metodo Charmat, che gradualmente sostituiscono quelli con la tradizionale fermentazione naturale in bottiglia.
Poi, negli anni 80, è il momento dell'introduzione dell'"imbottigliamento sterile" al posto della pastorizzazione. Entrambe le tecnologie tendono alla stabilizzazione del vino in bottiglia, ma, mentre con la pastorizzazione il vino è portato ad alte temperature, l'imbottigliamento sterile si effettua a basse temperature, ed è molto più rispettoso della qualità.
Negli anni 90 l'attenzione si focalizza sul controllo dell'ossidazione del vino e, con nuove attrezzature, si affronta "l'imbottigliamento in atmosfera modificata" che evita il contatto del vino con l'aria e quindi l'ossidazione che ne consegue.
Poi negli anni 2000 entra Nicola, la quarta generazione di Bertolani, e si comincia a pensare alla nuova sede per far sì che l'azienda possa avere una immagine adeguata alla qualità che intende proporre.

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